“Mamma, papà me lo comprate il cellulare?”

Comprare o meno ai figli il cellulare, è una scelta da fare, diventata oggigiorno comune a tutti i genitori!


Oggi quasi tutti gli adulti usano il cellulare, perfino le persone anziane, non si capisce perché siano proprio i bambini a non doversene servire.


Peraltro viviamo in una società in cui bambini e adolescenti sono sempre più soli con pochi amici e poco tempo trascorso insieme ai genitori e circondati da presenze inanimate come la televisione, il computer, i videogiochi. Il telefono diventa un ulteriore modo (oltre alle chat), per avere un vita sociale e non sentirsi esclusi dal mondo.


Vediamo allora i principali aspetti prima e dopo gli otto anni d’ età e i rischi e i vantaggi che questa un cellulare può offrire ad un bambino nella media fanciullezza (7-10 anni) o ad un preadolescente (11-13 anni).

Da 7a 10 anni

Quando il cellulare fa bene

I bambini possono iniziare a usarlo già all'età di 7 anni, infatti ci sono dei modelli semplici con tasti colorati ognuno dei quali può corrispondere al telefono della mamma, del papà, dei nonni e degli altri familiari, utile in caso di emergenza.
In questo caso il cellulare può essere posato in tasca (spento, mi raccomando!) e usato solo in caso di necessità.
Sarà compito dei genitori insegnare ai figli che il cellulare andrà usato solo in caso di effettiva necessità e nel caso dell’utilizzo all’interno della scuola, dovranno sempre avvertire prima gli insegnanti e spiegargli i motivi della telefonata (anche se in questi casi quando il bambino sta male, può tranquillamente chiamare i suoi genitori o tutori usando il telefono scolastico, è una delle poche cose che ancora rimane nelle scuole pubbliche!)

Quando il cellulare fa male

Uno degli usi sicuramente sconsigliati e inadatti del cellulare, è quello di servirsene come orologio, consolle per giochi, addirittura come calcolatrice, sveglia o usando tutte quelle applicazioni che sono state installate per soppiantare gli strumenti che avevano quella funzione specifica.
Sembra che in questo caso non ci sia nulla di male, ma recentemente proprio da una ricerca fatta dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità ), è emerso che l’uso eccessivo del cellulare provoca tumori maligni al cervello, confermando quella teoria che sembrava solo una leggenda metropolitana. Usiamo quindi il cellulare solo per fare una breve e necessaria telefonata, per tutti gli altri scopi usiamo gli strumenti che sono stati creati apposta per quello scopo.

Sollecito anche i genitori a non incalzare il figlio chiedendogli di chiamarli ad ogni sua tappa durante il percorso che va da casa a scuola. In questo modo non fate altro che indurre vostro figlio ad un maggiore uso di questo strumento e gli causerete emozioni di ansia e insicurezza. Lo so che oggigiorno, le strade sono poco sicure, ma non esagerate con le chiamate e se proprio avete tutta questa apprensione (laddove è giustificata), prendetevi uno scuolabus, una babysitter o mettetevi d’accordo con un vicino che ha la macchina o che va a piedi e deve fare lo stesso percorso di vostro figlio e se proprio non vi fidate neanche di loro, fate un piccolo sforzo e accompagnate personalmente vostro figlio, questo aumenterà le occasioni di dialogo e il tempo trascorso insieme. Sappiate quindi che il cellulare non deve essere un mezzo per alleviare l'ansia dei genitori e che la miglior cosa da fare nei casi in cui il bambino deve affrontare tappe lunghe e “insidiose”, è quella di stare vicino a vostro figlio si, ma fisicamente.

La madre spesso è sempre quella più ansiosa, perché si sente in difetto se lascia il bambino a scuola o il tempo non le permette di accompagnarlo al luogo desiderato, a causa del lavoro.

Per questo punto è importante chiarire che il lavoro è un diritto e una realizzazione professionale della donna, come lo è per l'uomo, perciò è naturale che il bambino si abitui ad andare da solo in certe situazioni, laddove l’età e il posto in cui si vive (sicuro o meno sicuro) lo permetta.


Tutto questo faciliterà la sua socializzazione e rafforzerà la sua autostima, perché il bambino fin dai tre anni, ma sarebbe meglio anche prima, deve abituarsi a relazionarsi con i coetanei e a sentirsi parte di un ruolo all’interno della famiglia e non un’estensione dei propri genitori. Il bambino ha il diritto di essere indipendente e sicuro delle sue capacità (sempre nei limiti e in base all’età, perché queste indipendenze non diventino un pericolo) e i genitori hanno il dovere di esercitare un controllo sui propri figli che non sia troppo coercitivo o autoritario, ma che sia autorevole, all’interno di un rapporto basato su un dialogo con dei “no” accompagnati, volta per volta da una spiegazione plausibile, vera e di facile comprensione per il bambino.


Dopo i 10 anni

Quando il cellulare fa bene

Il cellulare diventa un utile strumento di aggregazione, infatti è importante che i bambini e gli adolescenti si frequentino, stiano insieme e stiano in gruppo.
Il cellulare diventa un modo indispensabile per comunicare, ma è anche una forma di sicurezza, perché in caso di bisogno i bambini possono sempre usarlo per chiedere aiuto.

Quando il cellulare fa male

Si torna sempre allo stesso punto che ci dice chiaramente che il cellulare serve per chiamare e in caso per mandare un veloce sms. Ho visto una marea di adolescenti, ma soprattutto di adulti che dovrebbero dare l’esempio e che invece usano il cellulare come se affetti da una sindrome convulsiva, giusto per scambiarsi saluti o pettegolezzi. Questo è l’uso scorretto che purtroppo contagia oggi milioni di adolescenti e preadolescenti, riducendo così le potenzialità di questo artefatto culturale ad uno strumento frivolo e all’apparenza di scarso utilizzo. Pensate invece, a quanto il cellulare si riveli indispensabile e di sacro aiuto nei momenti di vero bisogno!

IL TEST PER I GENITORI

Rispondete al quesito iniziale: “se, come e quando far usare il cellulare ai bambini”, poi cercate a quale dei tre profili seguenti si può riferire la vostra risposta e saprete così che tipo di genitore siete!

Il genitore autoritario:

- vieta il cellulare al figlio, senza accompagnare il suo divieto con una spiegazione. Corrisponde alla frase “si fa così e basta!” o “si fa così perché io sono un adulto e tuo padre/madre e decido io!”, “devi ascoltarmi perché tu sei solo un bambino!”.

Il genitore permissivo e/o trascurante:

- fa usare indiscriminatamente il cellulare senza spiegare le modalità delle tariffe telefoniche, istruendolo a non “sprecare” il credito telefonico, usando quando possibile i telefoni fissi (quelli che ormai non esistono più o sono in via di estinzione, ma io mi riferisco a quelli domestici, vedo infatti tanti adolescenti che pur avendo delle ottime tariffe sul telefono di casa, usano il cellulare pur trovandosi dentro casa, magari per fare una chiamata “segreta” che alla fine costerà anche in termini economici).

Inoltre il genitore permissivo, non spiega il buon uso da fare con le varie funzioni di un cellulare come quella delle foto o dei filmati. La cronaca quasi ogni giorno ci mette davanti alle situazioni di giovani adolescenti, spesso bambini che fanno un uso indiscriminato di questo strumento: sono famosi i casi di ragazzi che si riprendono in situazioni di bullismo o di violenze fisiche e sessuali e che poi pubblicano tutto questo in rete senza neanche aver chiaro in mente quello che hanno fatto e dei rischi penali ai quali possono andare incontro.

Il genitore autorevole

- è quello che attua il comportamento giusto nei confronti dell'uso del cellulare. Insegna al figlio ad utilizzarlo in caso di effettiva necessità e spiega i pro e i contro del cellulare, favorendone così un corretto utilizzo.

A quale tipo di genitore appartenete? A quello autoritario,permissivo o autorevole? Beh, siate onesti con voi stessi e se pensate di non essere un genitore autorevole, ma autoritario o permissivo o trascurante, magari non in tutti gli ambiti, ma in alcuni altrettanto importanti, è meglio che iniziate a porvi rimedio, informatevi e continuate a seguire questi articoli, vi potrebbero essere d’aiuto!

Personalmente ritengo che comprare il cellulare ai propri figli non sia proprio un bene e neanche una vera necessità, a volte diventa quasi un male necessario per accontentare le lamentele dei figli, ma ricordatevi che quando un bambino vuole qualcosa che sia un giocattolo, una consolle di giochi un computer, un vestito o un cellulare vi sta in realtà chiedendo di dedicargli un po’ di attenzione. Approfittatene e proponete attività di distrazione e ricreative, vedrete come dimenticherà quell’oggetto che serviva solo a colmare, momentaneamente quella carenza affettiva. Provare per credere!

Infine ritengo che l’acquisto di un cellulare non debba mai essere fatto prima dei 14 anni, perché il bambino non sarebbe ancora pronto per capire i potenziali ed effettivi usi di questo strumento e ne concepirebbe un uso distorto.
Sarebbe così un eccesso e si sa che gli eccessi nella vita non hanno mai portato nulla di buono!

A cura di:

Mariacristina Gennaro (studentessa di sociologia)


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