Il contesto sociale in cui cresce il
bambino, accelera o rallenta il suo processo
evolutivo in generale. Dai tratti fisici e
visibili a quelli interiori e nascosti, il
bambino cambia costantemente nel corso della
sua crescita e ogni piccola esperienza che
incontra durante il suo sviluppo può
favorire o sfavorire la sua crescita.
Uno degli indici essenziali dell’adeguato
sviluppo del bambino rispetto alla sua età
cronologica, è proprio il linguaggio .
Sicuramente
il suo sviluppo dipende dal contesto
socioculturale nel quale sta crescendo, ma
dipende anche da fattori genetici, cioè
dipende dalla predisposizione innata
all’apprendimento che il bambino possiede
come parte del suo patrimonio genetico.
Sicuramente, vivere con genitori
intelligenti che sanno creare un ambiente
stimolante per il bambino e vivere in un
ambiente che possa soddisfare i bisogni
psicofisici del bambino, sono un grande
vantaggio per favorire il linguaggio. Al
contrario, condizioni di povertà,
malnutrizione, di arretratezza e sicuramente
vivere con genitori con una bassa cultura e
quindi anche poco stimolanti, porta il
bambino a ritardare lo sviluppo del
linguaggio. La parte relativa alla
grammatica si svilupperà comunque, ma per
quanto riguarda l’arricchimento del
dizionario, quello tenderà molto a ritardare
o addirittura non comparirà mai. Ci sono
casi in cui il bambino conosce molte più
parole di quelle che usa, questo perché il
contesto in cui vive lo limita ad usare solo
quelle determinate parole di scambio (si
parla di uso di registro linguistico ridotto
vs registro linguistico elaborato).
Difficile che il bambino si renda conto
della situazione di svantaggio nella quale
si trova o dei benefici e dei metodi che se
ne possano trarre da attività come la
lettura. Difficile anche che il bambino
possa aiutarsi da sé, e anche nel caso in
cui lo faccia, questo lo farà sentire
insicuro e gli farà provare odio e rancore
verso i suoi genitori e da grande con molta
probabilità avrà un rapporto malato con la
cultura e si fiderà poco degli altri e sarà
molto diffidente.
Allora come è possibile intervenire? Cosa è
possibile fare per aiutare vostro figlio e
allo stesso tempo aiutare il compito
genitoriale? Infatti, un bambino più
istruito è anche un bambino che ragiona
meglio e riesce a fare scelte più
consapevoli e questo sorregge i genitori,
specialmente quando la famiglia è numerosa,
meglio quindi un bambino che ragiona e che
si rende utile che uno indolente e cinico
che sa solo frignare e lamentarsi.
Il rimedio c’è! Ed è una cosa che molti
purtroppo trascurano: la lettura.
Leggere, osservare le illustrazioni,
raccontare, narrare, sono tutte tecniche di
lettura che aiutano ad arricchire il
vocabolario del bambino e quindi a
comprendere meglio il mondo degli altri,
(specie degli adulti), favoriscono uno
sviluppo della fantasia, distraggono da
attività dannose e spesso deleterie come i
video giochi o la televisione, amplificano
le potenzialità del bambino portandolo ad un
livello cognitivo più alto e quindi gli
daranno una marcia in più e infine, ma non
per ultimo, aiuteranno il bambino ad essere
più sereno, meno irritabile e soprattutto
maturerà un amore per la lettura e per tutto
ciò che ha a che fare con i libri. Sappiamo
tutti quanto questo sia importante in un
mondo dove la cultura pian piano si sta
spegnendo.
Rendere il bambino più consapevole di se
stesso, significa rendervi la vita più
facile. Un bambino che sa ragionare è un
bambino che riesce a provare empatia e a
mettersi nei panni dell’altro e svilupperà
dei comportamenti pro sociali che si
tradurranno in azioni di altruismo verso le
persone in difficoltà (spesso i genitori).
Non importa dove e quando leggere. Non
importa l’età in cui iniziare.
Si può leggere un capitolo di un libro o una
favola intera (poche paginette o poche
righe!) poco prima di andare a dormire, in
questo modo il bambino svilupperà un amore
verso la lettura, verso di voi e sarà un
bambino più sereno e più trattabile, lontano
da quei cartoni aggressivi e da tutte quelle
attività perniciose che spesso i bambini
svolgono quando sono lasciati in balia di se
stessi.
Si può leggere durante il pomeriggio, magari
mentre si aspetta che scampi un temporale,
proprio perché si è bloccati in casa,
rassicurando così il bambino; ma si può
anche leggere al parco, in visita dalla
nonna o addirittura anche quando si fanno
quelle lunghe e noiose file alla posta o in
altri luoghi pubblici. Credetemi è un’ottima
e sana distrazione per il bambino.
Ma chi deve leggere? All’inizio legge la
mamma o il papà, si mette sempre accanto al
figlio, sul letto o sulla sedia, fa lo
stesso, l’importante è stare accanto e si
legge ad alta voce senza aver paura di
sbagliare, cercando di essere voi stessi
coinvolti in prima persona nella lettura e
di capire bene il brano così da poter poi
fare delle domande di ricapitolazione e
vedere se il bambino è riuscito a seguire. E
dopo, chiedere magari quali sono state le
parole o le parti della storia che non ha
capito bene e rispiegarle con pazienza.
Ancora più utile, se il bambino non si è già
addormentato, sarebbe fare un libro-forum,
chiedendo al bambino di sviluppare la morale
della storia e cercando di mettere in
evidenza le parti di causa-effetto della
storia (es. cappuccetto rosso fu mangiata
dal lupo perché non ascoltò la madre, allora
si pone la domanda su questo rapporto
causa-effetto). Ponderare, far riflette,
ascoltare la lettura e argomentare sono
tutte attività che fortificano le
connessioni neurali del cervello di vostro
figlio e lo rendono più sveglio, ma in senso
positivo. Lo rendono più buono, più
altruista e psicologicamente forte.
Più avanti fate provare anche a vostro
figlio il piacere di leggere mentre un’altro
ascolta e siate pazienti se commette errori
e non correggetelo immediatamente e tutte le
volte, lasciatelo sbagliare, imparerà
lentamente se lo correggete finirà per
diventare ancora più insicuro. Magari
dategli dei consigli su come impostare la
lettura e spiegategli a cosa servono le
pause, ma ricordatevi che i bambini ancora
fino a 8 anni sono molto più concentrati a
capire le lettere che a capire il contenuto,
quindi sarete voi all’inizio a fare
riassunti e a ricapitolare quello che il
bambino ha letto... quindi state belli
svegli!
Quando sarà abbastanza bravo da leggere più
di mezza paginetta, provate a trasformare la
lettura in un gioco con altri bambini per
vedere ad esempio chi legge meglio o di più,
o semplicemente chi legge e capisce meglio
ciò che legge.
Le attività sono davvero svariate e
infinite, mi sono limitato ad elencarne solo
alcune. Molte altre sicuramente vi verranno
in mente, ma vi suggerisco di provare a fare
dei piccoli e semplici giochi di lettura con
parole straniere in inglese ad esempio, e
giocare a chi se ne ricorda di più.
Infine alcuni piccoli suggerimenti:
Quando il bambino di cinque mesi indica un
oggetto, sta cercando una condivisione
dell’attenzione e quello è già un segnale
precursore del linguaggio. Prestate molta
più attenzione all’oggetto che vi sta
indicando e molta meno al dito del bambino.
La vostra disponibilità ai suoi segnali, lo
invoglieranno a sviluppare sempre di più la
curiosità, perché sarà sicuro in questo modo
di poter avere la vostra attenzione e
conseguentemente svilupperà meglio le basi
delle capacità linguistiche.
Anche quando il bambino ha 2 anni e non
riesce ancora a leggere, è possibile
sostenere la produzione del linguaggio,
sfogliando ad esempio un libro ricco di
immagini e magari raccontandoci sopra
qualcosa o semplicemente nominando gli
oggetti che compaiono nella figura e
indicandoli con chiarezza.
In particolare un gioco utile e ricreativo è
quello di cercare di fare associare immagini
a schemi, ad esempio disegnando una
caramella o facendo vedere un’immagine di un
qualsiasi altro oggetto e nominarne il nome
o ancora più stimolante portare il bambino
in un determinato luogo (montagna, campagna,
ma anche il vostro giardino o la vostra
cucina) e fargli toccare o indicare gli
oggetti e nominarli, questo aiuterà il
bambino a categorizzare meglio gli oggetti
attorno a sé e gli consentirà di amplificare
il proprio lessico.
Vedrete che così facendo assisterete ad una
vera e proprio esplosione del vocabolario di
vostro figlio.
Infine voglio ricordare che una mamma o un
papà che tengono davvero al proprio bambino,
non si possono lasciare scappare un’attività
così semplice, così economica, così
costruttiva e invitante come è la lettura di
una storia accanto al proprio figliuolo.
Vostro figlio vi dirà: dai mamma, papà vieni
leggimi una storia! Che bello sarà! |